Sesso al mare con la fidanzata (3)

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ven 15 novembre 2019
Inviato da: StranoTipo

Sesso al mare con la fidanzata 1

Sesso al mare con la fidanzata 2

Io e Giulia ritirammo l’ombrellone e gli altri bagagli, mentre il gruppo di ragazzi ci aspettava qualche metro più in là. “Non mi fido di quelli…”, dissi io alla mia ragazza, indicandoli con lo sguardo. “Chissà che intenzioni hanno…” “Dai Matteo, sembrano simpatici. E poi ho proprio voglia di bere qualcosa!”, rispose lei. “Ma non ti rendi conto che il loro scopo è un altro? E se fossero pericolosi?” “Lasciati andare amore! Vedrai che ci divertiremo!”, disse lei con il suo sorriso magnetico. Quando si metteva in mente qualcosa, non riuscivo mai a farle cambiare idea. Raggiungemmo i ragazzi e li seguimmo sopra delle scalette che conducevano a un gruppo di villette. L’abitazione dei cinque ragazzi era una di quelle posizionate meglio: una veranda enorme si affacciava su quello splendido mare. Io e Giulia restammo qualche secondo ad ammirare quel paradiso: la baia era davvero incantevole alla luce del crepuscolo. Francesco venne a portarci due aperitivi, poi propose a Giulia di andare a rinfrescarsi. “C’è una doccia al piano superiore. Ti accompagno!”, disse furbescamente. “Grazie Francesco!”, rispose lei gentilmente, entrando in casa muovendosi in maniera sinuosa e provocante.

‘Sapevo che sarebbe finita così!’, pensai dentro di me, dopo essere rimasto solo in veranda. Gli altri ragazzi intanto si stavano lavando all’aperto, giocando come dei bambini, non curandosi di quello che stava avvenendo dentro casa. Dopo un minuto, preso dalla gelosia, salii le scale e cercai il bagno. Lo trovai alla fine di un lungo corridoio: quella casa era davvero enorme! Girai la maniglia, ma la porta era chiusa a chiave da dentro. ‘Certo che Giulia è proprio una troia!’, pensai di nuovo, con il cuore che mi martellava in petto. Così posai l’orecchio sulla porta per sentire cosa stava facendo quella zoccoletta della mia ragazza. “Che fai Matteo?”. Quella voce mi distolse dai miei pensieri. Mi girai e vidi Francesco in fondo al corridoio. Mi resi conto di aver fatto una figura terribile. “Stavo solo cercando Giulia e non sapevo dove fosse…”, dissi per giustificarmi. “E’ là dentro. Vieni fuori con me, così ci facciamo anche noi una bella doccia!”

All’improvviso Francesco era diventato gentile. Forse aveva capito che era quello il modo migliore per conquistare la mia ragazza… L’acqua della doccia era ghiacciata! Mi lavai in fretta, rabbrividendo visto che aveva preso a soffiare un leggero venticello. Mentre mi asciugavo, Francesco era ancora sotto l’acqua intento a passarsi sul corpo la schiuma da bagno. Notai con disappunto che aveva un fisico davvero scultoreo, con i muscoli sempre tesi. Si abbassò leggermente i boxer, tirando fuori un membro di dimensioni esagerate. Iniziò a pulirlo con grande perizia, mostrando tutto il suo narcisismo. Poi si asciugò e mi diede Adv degli abiti puliti. Non potei fare a meno di ringraziarlo. Tornati dentro, trovai Giulia a chiacchierare con altri due ragazzi, con in mano una birra fresca. “Dove sono Stefano e Mauro?”, chiese Francesco, non vedendo gli altri due amici. “Sono usciti, dovevano incontrare due ragazze”, rispose uno dei due che stavano parlando con Giulia, di nome Paolo. “Prendiamo le pizze? Offro io!”, disse Francesco, trovando approvazione da parte di tutti, escluso me ovviamente, che rimasi in silenzio. Ci sedemmo sui divani, io e Giulia in uno, e Francesco e gli altri due sul divano di fronte. Iniziammo a chiacchierare. Scoprii che i cinque ragazzi erano in vacanza e che la casa apparteneva alla famiglia di Francesco. Confessarono senza alcun pudore che il loro scopo principale era conoscere delle ragazze carine con cui divertirsi. “Le migliori però le prende sempre Francesco!”, disse Paolo, con un po’ di invidia.

Arrivarono le pizze e continuammo a bere birra fresca. Il tavolino ormai era stracolmo di bottiglie vuote. Giulia, come al suo solito, stava ingurgitando una quantità sorprendente di alcol, non badando alle conseguenze, che sia io sia lei conoscevamo bene…Io mi trattenetti dal bere troppo, visto che poi dovevo guidare. I tre ragazzi, invece, non avevano proprio fondo. Più si beveva, più i discorsi diventavano stupidi. Giulia rideva come una sciocca: ormai l’alcol aveva fatto il suo effetto! “Un’altra birra Giulia?”, chiese Francesco. “Certo, perché no!”, disse lei, ormai ubriaca. Ora era seduta sulla poltrona, con le gambe divaricate poggiate sul tavolino. Mi accorsi che sotto la gonnellina non portava intimo! I due ragazzi si erano addormentati sul divano. Io, invece, continuavo a rimanere sveglio osservando quei due che si stuzzicavano come due ragazzini. Non vedevo l’ora di andarmene, ma non volevo neanche rovinare la serata con la mia gelosia.

A un certo punto Giulia chiese di andare in bagno. Io e Francesco rimanemmo soli (gli altri due ormai erano entrati in un sonno profondo e, quindi, era come se non ci fossero). Disinibito dagli effetti dell’alcol, Francesco mi confessò senza alcun pudore che ero fortunato, che la mia ragazza era davvero un bel bocconcino e che se non ci fossi stato io l’avrebbe portata di sicuro a letto. Rimasi scioccato da tanta sincerità. Sapevo che le sue parole erano vere, ma non mi andava che qualcuno desse della troia alla mia ragazza così apertamente. Per cui la difesi, dicendo che non era “quel” tipo di ragazza. “Vogliamo scommettere che ho ragione io?”, disse lui. Non sapevo cosa rispondere, ma volevo continuare a sostenere la mia tesi. “Certo, mi fido di lei!”, risposi, sperando che questa mia sicurezza frenasse la sua arroganza e la sua lingua… “Allora facciamo così: fai finta di dormire, e se dopo cinque minuti siamo ancora in questa stanza ti regalo 500€!”, propose lui. “Dai, non dire sciocchezze!” Così Francesco si alzò, prese il portafogli e gettò sul tavolino 5 banconote da 100. “Se ti fidi così tanto della tua ragazza, dovresti accettare la scommessa! Non ci perderesti niente, anzi, vinceresti tanti soldi! Accetti?” Rimasi pensieroso per qualche secondo. Poi, per non dargliela vinta, risposi: “Va bene, ma ti do solo 5 minuti!”

Giulia tornò dopo qualche istante. Io mi coricai sul divano e finsi di dormire. “Giulia, il tuo ragazzo è proprio uno smidollato: si è addormentato sul divano come un bambino!” “Povero Matteo!”, rispose lei. “Dev’essere proprio stanco…” “Finalmente siamo soli…”, disse lui, mettendole una mano sulla coscia. “Che fai Francesco?” “Senti, lo so che hai voglia di scopare tanto quanto me!” Aprendo leggermente gli occhi, vidi che si stava massaggiando il pacco. “Dai Francesco, c’è il mio ragazzo là…” “Allora spostiamoci! Vieni con me!”, disse lui alzandosi e prendendola per mano. “Dove mi porti?”, rispose lei, seguendolo.

Con gli occhi chiusi, mi resi subito conto della cazzata che avevo commesso…Come potevo fidarmi di una come Giulia, che dopo qualche bicchiere di birra perde ogni freno inibitore? Di una che va in estasi appena vede un cazzo gigante che può sfondarla come piace a lei? Di una che non ha avuto alcuna remora a tradirmi più di una volta? Mi alzai e salii al piano di sopra. Vidi subito che una stanza era illuminata, così mi diressi subito in quella direzione. Sbirciando, vidi che Giulia era inginocchiata di fronte a Francesco, intenta a sbottonargli i pantaloni. Infilò la mano dentro la zip e tolse fuori il suo membro già duro. “E’…è…troppo grande…”, disse lei, non capacitandosi di quello che aveva davanti ai suoi occhi. “Prova a prenderlo in bocca e a succhiarlo!”, disse lui incitandola. Lei aprì la sua bocca e fece un’enorme fatica a infilarsi il glande in bocca. “E’ enorme! Non ho mai visto da vicino un cazzo così grosso!” Allora iniziò a leccarlo con la punta della lingua. Poi provò di nuovo a prenderlo in bocca, riuscendoci stavolta. Iniziò a succhiarlo come solo lei sapeva fare. Francesco sospirava, godendosi quel trattamento. Giulia si mise una mano sotto la gonnellina e iniziò a toccarsi. Doveva essere eccitata al massimo! “Ti piace il mio cazzo troietta, eh?” “Si…è stupendo…” “Te lo voglio sbattere dentro quel culetto!” “No…in culo no…mi farebbe troppo male…” “E allora perché ti metti quei costumini così provocanti, eh? Dai, vienimi sopra!” Francesco si distese sul letto, e lei gli salì subito sopra. Prendendogli il cazzo in mano, se lo appoggiò sulla fighetta bagnata e scese lentamente. “Ohhh…è troppo grosso…” “Dai troia, lo so che lo vuoi sentire tutto dentro…” “Si…che bello…” E così se lo infilò pian piano, iniziandosi a muovere su e giù per gustarsi tutta la parte dell’asta che riusciva a entrarle dentro. “Ahhh…vengo…”, gridò Giulia dopo qualche stantuffata, e prese a contorcersi come un serpente. Poi Francesco le sollevò la maglietta, afferrandole le tettine con le mani. La strinse per i fianchi e iniziò a scoparla come uno stallone. Lei urlava, tra il dolore e il godimento. Io intanto mi stavo masturbando di fronte a quella scena. Era incredibile come Giulia riuscisse a trovare sempre così tanti cazzoni a soddisfarla! Sentendola gridare, venni nelle mutande. Francesco, intanto, la girò e la prese da sopra. Le infilava il cazzo dentro e poi glielo sfilava, con un ritmo pazzesco. Lei ansimava ogni volta che quel bastone di carne le apriva la fighetta. Venne almeno un’altra volta. Me ne accorsi quando emise un respiro lungo e profondo, mentre graffiava la schiena dell’instancabile Francesco. Poi, a un certo punto, anche lui non ce la fece più: si sfilò il cazzo e si masturbò di fronte a Giulia, inondandole la pancia e i seni del suo seme. Poi Giulia fece una cosa che mi sorprese: con le mani raccolse il seme di Francesco e si infilò le dita bagnate in bocca. Nel mentre lo guardava, con uno sguardo da vera puttana.

Francesco era soddisfatto. Le diede un bacio e uscì dalla stanza, chiudendosi la porta alle sue spalle. Quando mi vide, mi fece un sorriso e mi disse: “Cosa ti avevo detto?” Poi andò in bagno, lasciandomi là di stucco. Io entrai dentro la stanza. Giulia si era addormentata, sfinita. La guardai: era davvero soddisfatta di quella scopata! Il cazzo mi divenne di nuovo duro. Però mi assalì anche una certa rabbia! Volli umiliarla un po’ come lei aveva umiliato me! La girai e le accarezzai il culetto sodo. Sputai sul mio cazzo e glielo infilai dietro. Lei si svegliò e si accorse della mia presenza. “Amore…che fai?” Io non la ascoltai, e presi a sodomizzarla. Lei mugolava. Aveva il culetto così caldo e stretto… “Ho visto cosa hai fatto prima troia! Ti meriti una bella punizione!” “Oh…si…spingi…” Iniziai a scoparla nel buchino posteriore con foga. Avevo in mente le immagini di cinque minuti prima, e mi eccitavo ancora di più! Lei si stava toccando la fighetta, e mi incitava a continuare. Poi urlò di piacere, così io smisi di trattenermi e la riempii di sborra. “Ahhh! Che troia che sei!!!”, fu il mio ultimo commento, quando l’ultima goccia uscì dal mio membro.

Dopo essermi ripreso, raccolsi la nostra roba, la presi in braccio (lei stava ancora dormendo) e insieme, sotto lo sguardo di una luna luminosa, abbandonammo la casa. Mentre camminavo sul vialetto che conduceva ai parcheggi, guardai Giulia e mi vennero in mente dei pensieri un po’ tristi. Avrei dovuto continuare a stare con una capace di tradirmi con il primo sconosciuto che le piaceva? Quando l’orgoglio avesse preso il sopravvento sull’eccitazione, sarei stato capace di perdonarla? Lei mi amava davvero? Guidando verso casa, capii che non potevo sopportare per sempre quel suo comportamento egoistico. Avrei dovuto riacquistare il mio amor proprio! Avrei dovuto farle provare quello che io avevo provato quel giorno e le altre volte in cui l’avevo sorpresa a tradirmi! Avevo in mente un piano…

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