Porcella vogliosa

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lun 25 novembre 2019
Inviato da: Lo scrittore

Che buon profumo hai... te l'ho mai detto? No, non credo. Non sono mai stata così diretta. Mi sono sempre limitata a parlarti, al massimo ti ho guardato dritto negli occhi in silenzio, cercando di comunicarti qualcosa di non verbale, qualcosa da annusare... come gli odori. I nostri odori. Sai, in fondo credo che tu lo sappia, non puoi essere insensibile alle emozioni che provo, sai ormai molto di me. Ma c'è una cosa che non abbiamo mai fatto insieme: giocare... Il tuo odore... difficile da classificare, e intenso, ma lo sai celare bene... e allora giochiamo a modo tuo: sveliamoci coprendo... ma stai attento, non avvicinarti troppo, o potresti correre il rischio di inciampare nel mio, e allora finirebbero per mescolarsi, creando una miscela particolare, quasi ipnotica, decifrabile solo attraverso i nostri sensi... Tu ed io, i miei occhi, i tuoi occhi... le mie mani, le tue mani... la mia voce, la tua voce... le mie labbra, le tue labbra.... la mia pelle, la tua pelle... il mio sesso, il tuo sesso... e di lì l'inizio di un qualcosa che ci porterebbe oltre... Ho voglia di rotolarmi tra i vestiti che avevo addosso l'ultima volta che ti ho visto, ti cercherei lì, annuserei i tuoi pori direttamente dal mio maglione, e se non li trovassi li inventerei, perchè il desiderio di te si sta facendo insostenibile... ho bisogno di immaginarti per desiderarti come adesso, ho bisogno di chiudere gli occhi e pensarti mentre mi parli, e colpire le tue labbra con un bacio non preannunciato... so essere sleale quando gioco, e diventa tutto più bello se mi lasci barare... Dio, che voglia che ho di te, mi esplodi dentro, sei un'immagine amovibile che mi segue, o forse mi da la caccia...

Ti ho sognato, sai? Eravamo per strada, camminavamo uno accanto all'altra, tu mi stavi vicino sfiorandomi il braccio ad ogni passo... sembravi turbato per la mia presenza così diversa dal solito, stare soli e così vicini non è facile... cercavi di mantenerti freddo, ma il tuo turbamento lo avvertivi sulla schiena, e nella scia che respiravi dietro a me: il mio odore ti stava addosso: buono, vero? Non ricordo di cosa stessimo parlando, non mi importava. Seguivo solo il movimento delle tue labbra, ignorando completamente la conversazione, solo la tua bocca, il tuo sapore... mi sono fermata davanti a te bloccandoti il passaggio, tu proseguivi la tua conversazione, e sulle tue parole ti ho baciato, sorridendoti. Un bacio leggero, poi un distacco di qualche millimetro per lasciare il respiro dentro il respiro, alito su alito, e di nuovo la mia bocca prepotentemente sulla tua, con tutta la consistenza della sua carnalità. Dopo il silenzio. I tuoi occhi mi hanno cercata dicendomi che non si poteva, la tua razionalità mi voleva fermare, ma gli odori quando si cercano, non lasciano scampo, il mio voleva il tuo, il tuo voleva il mio. Che buona la tua bocca... la tua saliva, il tuo sapore... ti mordevo le labbra, le disegnavo con la lingua, ti assaggiavo come un frutto prelibato, peccaminoso... proibito. Si, tu rappresentavi il proibito, che nel mio vocabolario aveva il sapore e 1'odore più buono. Il mio sogno si è fermato lì, regalandomi un mattino più eccitante del solito, e la mia voglia ha continuato a cercarti instancabile... il resto ho deciso di inventarlo questa notte, per averti ancora con me, a modo mio, con la pretesa di condurre il gioco... Tu ed io, su un marciapiede qualsiasi di una città qualsiasi. Io davanti a te, senza abbracci, solo due abiti che si toccano scambiandosi i reciproci calori. E il mio viso a pochi millimetri dal tuo. Un silenzio che sembrava durare un'eternità. La mia voglia lussuriosa di farti precipitare nella mia spirale. Nessuno di noi proferisce parola, c'è solo la mia mano che si libera del guanto e si intreccia alla tua. La stringo, e ti lascio immaginare di seguirmi, di fidarti di me, e del mio profumo che ti abbraccia, per non farti andare via. Continuiamo a camminare, io mezzo passo avanti a te. L'aria è fredda, tipicamente invernale, ma il crepuscolo serale ci asseconda con la sua luce bassa dando fiato a una situazione particolarmente eccitante. Camminiamo lungo vie parallele, per vicoli isolati, fino al portone di casa mia, che tu non conosci ancora. Saliamo le scale, sempre con la mano nella mano, ti lascio solo per prendere le chiavi e aprire la porta. Ti trascino oltre la tua titubanza, senza lasciarti il tempo di dire no. Rimani lì, sull'ingresso, da solo. Non dovrei, ma ti do 1'ultima possibilità per andartene. Accendo le mie candele, le solite, e in quella manciata di secondi ti lascio la sorte del nostro incontro. Torno all’ingresso, scarsamente illuminato dalle fiammelle in soggiorno, tu sei ancora lì, non te ne sei andato. Hai deciso di rimanere, ma in fondo lo sapevo.

Ti sfilo il cappotto, lentamente, nella stanza c'e solo il rumore dei tuoi abiti che ti lasciano, le barriere si abbassano, e hai paura di me... lo vedo nei tuoi occhi che non vogliono incontrarmi... Abbiamo deciso di non parlare, di non farlo verbalmente. Tolgo il cappotto anch’io, e ti lascio il tempo di un respiro prima di avvicinarmi ancora una volta a te. Ti riprendo per mano, e costringendoti quasi ad abbracciarmi, appoggio le tue mani sulla mia vita, cammino all'indietro accompagnandoti in soggiorno. Sei così spaventato... piccolo mio! Rilassati, lasciati andare... sono io, il tuo odore preferito... annusami, assaggiami, sono qui per te. Ti ribacio adagio sulla bocca, una, due, tre volte... infiniti baci per diventarti famigliare, e tu reagisci regalandomi la tua lingua, profondamente voluttuosa... e la voglia che ti esplode dentro, vero? Si, dolcezza, sciogli il ghiaccio che hai sui sensi, prendimi per tutte le volte che 1'ho desiderato... Mi abbracci, mi stringi a te, le tue mani si muovono ingorde sul mio viso, sui miei capelli, scendendo sul mio collo... è piena di passione la tua lingua, che mi si infila in bocca quasi a soffocarmi... e non ti basta, me la fai sentire su tutte le tracce di pelle che il mio maglione ti lascia... le tue mani ora le sento dappertutto, si... sento il calore che divampa sul viso mentre il mio ventre si risveglia ad ogni conquista dei tuoi polpastrelli... finalmente sei uscito allo scoperto per condurre il gioco con me, di solito non lo permetto, ma con te è diverso.... so che saprai farmi impazzire.... e le tue mani avanzano ancora, vagano insaziabili ovunque, quasi a dire che quel territorio è tutto tuo, ti appartiene.... si, questa notte sarò tua... lo sarò tutte le volte che lo vorrai se saprai amarmi... mi piace il tuo respiro che tradisce il desiderio, siamo ancora vestiti, ma avvinghiati selvaggiamente... non ti basta, lo so, vuoi di più, e allora prenditelo! E’ come se potessi leggermi il pensiero, anticipi i miei desideri... e non mi capita facilmente... Mi sfili il maglione mentre la tua lingua si appoggia alla fossetta della giugulare... sotto accarezzi le spalline del mio body, segui con le dita il disegno della scollatura, e ricalchi con la saliva il tuo percorso di battaglia.... le gambe mi tremano, sono divorata dalla voglia che si fa umida tra 1'insenatura fra le cosce... non ho finito di pensarlo che le tue mani sono gia lì... raggiungi la lampo dei jeans e la fai scorrere, facendomi sentire la presa sui fianchi... possenti le tue mani, un presagio voluttuoso mi attraversa la mente... guadagni il tavolo del soggiorno e mi ci adagi sopra. Finalmente, per un attimo, mi regali la serietà dei tuoi occhi che vedo ora per la prima volta: limpidi, silenziosi, screziati di desiderio che sa di me... Adesso gioco io... hai svegliato il guardiano delle mie voglie, non posso più tornare indietro. Vuoi la guerra dei sensi? L'avrai...

Il marmo delle piastrelle del tavolo mi procura un doloroso piacere, sono lì, arresa o facendo finta di esserlo, il sedere appoggiato al bordo, le cosce spalancate per darti la possibilità di appoggiarti contro, con quel sesso che ormai ti esplode nei calzoni... ti strusci, me lo fai sentire, come un assaggio, un aperitivo per cominciare bene la serata... Ti sdrai su di me, facendo combaciare il tuo petto al mio, mi abbraccio a te per tirarmi su. Voglio la pelle sulla pelle... da seduta ti tolgo il maglione e ti sfilo la camicia, ti sono sempre addosso, non ti mollo un attimo... scacco al re. Calore, calore dappertutto, sopra la pelle, sotto la pelle, e soprattutto nei meandri umidi dei miei piaceri sospirati... la tua voglia è violenta, come la mia... il tuo petto nudo diventa una mappa da disegnare con la saliva, mi ci appiccico ingorda e affamata, ti prendo per la vita e ti spingo contro le mie gambe, vorrei che tu mi prendessi lì, subito, senza darmi la possibilità di reagire, di prepararmi a riceverti, con te mi piacerebbe anche il dolore di essere presa senza dolcezza, solo carnalmente per voglia di fottere... ho solo caldo e mi sento ubriaca, capace di fare tutto, solo per sesso, come la più lussuriosa delle puttane..., si continua... straziami i sensi... fammi impazzire. Mi sfili i jeans insieme ai collant, e ti appaio come non mi avevi mai visto fino a quel giorno: come una donna, una donna vera. Che desidera... da desiderare.

Ti vedo poco nella penombra della stanza, ma ti immagino per quello che mi fai: sei ancora meglio di quanto pensassi... Le tue mani, la tua lingua, la tua pelle... un mistura incandescente che mi accende i sensi, ritorni sulle mie spalle e con i denti sposti la spallina. Estrai un seno e ti fermi a guardarlo: ti piace. Appoggi la lingua sul capezzolo, lo bagni, e lo guardi mentre prende forma, mentre sotto l’effetto dell'eccitazione si gonfia... diventa duro e ci affondi i denti... un mugolio ti raggiunge soffocato, lo vedi quello che sta succedendo, mi sto bagnando... abbassi anche l'altra spallina del body, e me lo fai scivolare da dosso, spogliandomi di tutto e lasciandomi nuda, nel corpo e nell'anima. Mi guardi, lento... ti soffermi sull’ombelico, lo baci, lo riempi di saliva, lo risucchi... con le mani prosegui il tuo viaggio, raggiungi il pube, e ci lasci gli occhi per un istante. E’ bella tutta depilata, vero? Sembra infantile, innocua, ancora da deflorare... i pensieri goduti da uomo si concentrano sulle labbra che dischiudi curioso, regalandoti la visione di un clitoride che pulsa di vita propria... turgido, gonfio di piacere, bisognoso di una bocca che lo mangi... Inumidisci il dito e lo appoggi sopra, io ho un sussulto, mi inarco, chiudo gli occhi... lo solletichi con movimenti circolari, tenendo le labbra aperte con l'altra mano... e mi guardi, non smetti un attimo di leggere il mio piacere come una conquista... le tue dita spariscono dentro il mio ventre che ti accoglie fradicio di voglia, mi sondi, mi prendi, mi apri... si... non fermarti... non lo dico, lo penso solo, so che puoi sentirmi... vai avanti, ne voglio ancora.... ne voglio di più... Le tempie pulsano fino a farmi quasi male, non resisto più nel tuo gioco... appoggiandomi sui gomiti mi sollevo trovandomi nuovamente faccia a faccia con te... e adesso basta... mi hai dato il tormento per farmi vedere di che cosa eri capace... ma anche io amo giocare sai? Sguardi, solo sguardi per dirsi tutto. I nostri sorrisi combaciano, le mie mani sono sulla tua patta... non lo sto facendo per ricambiarti il favore, lo faccio perchè voglio sentire che gusto hai, voglio sentirmelo scoppiare in bocca, voglio riconoscere la tua pelle e le sue nervature sul palato... e in un attimo sono sulla cerniera con la faccia, ti annuso attraverso la stoffa dei pantaloni... sai che posso gia sentirti fin qui?... Buono il tuo odore... dovrò dirtelo prima o poi... ti sfilo i pantaloni, tu mi aiuti assecondando i movimenti... il desiderio è difficilmente governabile... l'eccitazione non ha sesso... ti tolgo gli slip adagio, sfiorandoti le gambe in tutta la lunghezza... e poi ritorno al punto di partenza: lo prendo in mano e raccolgo il suo calore, hai un sussulto mentre tiro indietro la pelle per scoprire il glande che ora mi appare rosso, lucido e gonfio... L’unico pensiero formulabile è quello di prenderlo in bocca e gustarmelo, ma mi neghi il piacere... mi fai alzare, tenendomi la testa fra le mani mi violenti la bocca con un bacio troppo profondo per contenerlo tutto, poi all'improvviso mi fai girare di schiena, mi pieghi sul tavolo a pancia in giù e con un solo colpo ben assestato sprofondi nelle mie viscere aprendomi completamente... avrei voluto gridare, più per piacere forse che per dolore... sento che sei completamente dentro di me, la tua pelle si appoggia alla mia, tieni una mano su un fianco, con l'altra guadagni ancora una volta il clitoride... è un piacere tormentato il mio, sono io quella braccata ora... Presa da dietro non posso che assecondare i tuoi colpi sempre più profondi, pompi tra le pareti che ti fagocitano golose, sono sudata, tremante per i brividi incessanti, mi ascolti, sei concentrate sul mio orgasmo, vuoi farmi davvero godere, a modo tuo, lasciando la tua firma sul mio corpo ora indifeso... Mi piace la tua imprevedibilità... esci improvvisamente dal mio orifizio che ha ancora la larghezza del tuo membro, mi fai girare e me lo mostri senza pudore: è ricoperto dai miei umori vaginali, senza indugiare un attimo me lo spingi in gola... vuoi che beva il mio nettare, vero? Che bello, finalmente ho l'onore di sentire il tuo sapore ora mischiato al mio, siamo due animali insaziabili noi due... ci prendiamo senza che il desiderio cali mai... ma ho ancora voglia di giocare, ho ancora voglia di te... Ti spingo sul divano vicino alla finestra coperta dalla tendina, e ti faccio sedere. L'eccitazione del tuo membro mi accende la fantasia, ho voglia di cavalcare sensazioni lontane... e sia, galoppiamo quest'onda di piacere.

Rapisco ancora una volta la tua bocca che mi fa impazzire, mi mischio al tuo sapore mentre con una mano cerco il tuo sesso su cui appoggio il mio, e con un movimento del bacino ti faccio sparire tutto dentro di me.... ti scosti per poi rientrare, le tue mani sui miei fianchi accompagnano i movimenti, e finalmente posso guardarti negli occhi mentre ti fotto così, nel modo che mi piace di più... iride dentro iride, carne dentro carne... mi muovo sempre più rapidamente... nessuna parola dalle nostre bocche, nessun bacio... solo sussulti, gemiti, sospiri e miei mugolii che ti preannunciano il mio orgasmo imminente... I colpi sono più violenti, con il bacino mi spingo contro di te, mi arrivi in gola. Non ci riesco, non posso non parlarti in un momento come questo, ma tu non vuoi sentire la mia voce: con una mano mi tappi la bocca, ti mordo piano, faccio sparire le dita tra le labbra, le succhio, ti succhio... e tu che sei animale quanto me, ti lasci andare al mio ritmo, perchè anche il tuo orgasmo è vicino... Dondolo avanti e indietro, mi sollevo e mi abbasso sul tuo corpo, su quella carne che mi sta facendo impazzire... ti galoppo... e l'oblio ci raggiunge... insieme... l'orgasmo mi morde con i suoi denti affilati, rabbrividisco con le tue dita ancora in bocca... mi afferri per la spalle per arrivare al punto più lontano... mi tieni così per un attimo, finché mi accascio sul tuo petto, sudata e appagata, mentre la tua carne pulsa al ritmo del cuore e dei muscoli che si rilassano adagio dopo aver toccato l'apice, regalandomi la sensazione tiepida del tuo sperma che vaga libero dentro di me... fin dentro l'anima, dove forse stai cercando di fare il nido... Nessuna parola, nessun lamento. Solo un cuore galoppante che poco per volta rallenta la sua corsa... Ho paura del tuo imbarazzo ora che l'ebbrezza ci abbandona, riportandoci a noi stessi... ma il tuo abbraccio mi rassicura, le tue mani sulla mia nuca sono dolci, così le dita fra i miei capelli.... E’ buono il tuo odore, sai?

Non ho mai smesso di pensarlo, ed ora ne sono convinta... dovrò dirtelo prima o poi...