Per forza sottomesso (7)

Poco dopo che Ilaria era uscita di casa e aver atteso che i pensieri tornassero a fluire in modo ordinato dopo le incessanti emozioni provate, Aldo entrò nella doccia. L'acqua scorreva sulla sua pelle e il freddo gli permetteva di far diminuire un'eccitazione che ormai era diventata dolorosa. Si asciugò in fretta trovandosi quasi a disagio nell'avere qualcosa addosso e appena possibile si liberò dell'accappatoio per correre nudo a prendere l'intimo che la sorella gli aveva concesso in dono. Posizionò la busta su di una sedia in camera di sua sorella e inginocchiatosi iniziò ad esaminare le mutandine al fine di scegliere quella più adatta. Tra tutte decise che la più idonea era un perizomino color viola e lo indossò di fronte allo specchio. Il suo pisellino ebbe subito un fremito e iniziò ad alzarsi, neanche avesse visto una bella ragazza nuda in camera davanti a lui. La bacinella dove si era sciacquata i piedi sua sorella era ancora a terra. Pensò che dovevano essere molto sudati i piedini di Ilaria in quanto era uscita e aveva camminato un bel po' quel giorno. Questo pensiero lo eccitava oltremodo e si mise di nuovo inginocchio a guardare nell'acqua quasi sperando di poter rivivere le emozioni provate prima. Purtroppo non era la stessa cosa ora che si trovava da solo in quella stanza, ma come quando aveva avuto l'impulso di leccare gli stivali ora aveva nella testa la strana idea che non poteva semplicemente gettare via quell'acqua. Accostò il viso alla bacinella sperando di trovarne gli odori che i piedi della sorella aveva lasciato, ma non sentiva nulla e allora decise di immergere il volto dentro. Intanto la telecamera registrava... "Mi lavo la faccia con l'acqua che ha usato mia sorella per pulirsi i piedi, è questo che merita un sottomesso come me". Questo pensava con l'acqua sul viso e l'eccitazione alle stelle mentre immergeva il volto in quell'acqua. Ma non era abbastanza, decise che il suo corpo doveva abbeverarsi di quell'acqua. Cosa poteva esserci di più umiliante che bere direttamente da quella bacinella? Avrebbe tanto voluto che sua sorella fosse lì a guardarlo o che magari glielo avesse ordinato lei. Non si sarebbe certamente rifiutato, anzi avrebbe bevuto fino all'ultima goccia per far felice Ilaria. Beveva come se fosse assetato, assetato dalla voglia di sottomissione che provava in quel momento. Intanto la telecamera registrava... Nonostante i suoi sforzi non si sentiva ancora soddisfatto e decise di umiliarsi ulteriormente. Andò in cucina a prendere un bicchiere di plastica e raccolse con questo dell'acqua della bacinella. Scorgendosi ai bordi del letto poteva vedere le pellicine e le unghie frutto della pedicure a cui aveva assistito e ne prese alcune portandosele alla bocca e infine ingoiò tutto aiutandosi con l'acqua del bicchiere. Ripetè l'operazione diverse volte finchè non ebbe consumato tutti i residui della pedicure. Si sentiva felice, aveva soddisfatto, almeno in parte, il desiderio di annullamento psicologico che il cervello gli chiedeva. Avrebbe dato tutto perchè sua sorella fosse lì per vederlo, non gli sarebbe importato delle conseguenze. Erano atti abbastanza estremi rispetto a quello che stava vivendo, ma lui era suo schiavo e Ilaria lo avrebbe capito. Peccato che ora era alla festa e che la sua timidezza non gli avrebbe consentito di confessare quanto fatto qualche ora dopo. Intanto la telecamera registrava... Come aveva potuto ridursi così e in così poco tempo. Un solo weekend era bastato a plasmargli il cervello. O forse era da sempre che desiderava tutto questo. Aveva ancora tanto tempo a disposizione per poter scrivere la lettera che la sorella gli aveva ordinato. Sorella? no, forse suonava meglio Padrona. Al solo pensare quella parola il suo pisellino aveva un sussulto. Decise che prima di scrivere la lettera poteva permettersi un'ultima umiliazione. Gli infradito di Ilaria erano sotto la scrivania, sporchi e con le impronte delle sue dita ben marcate. Aveva spesso l'abitudine di camminare scalza e di indossarle senza prima lavarsi i piedi. Pensò che un bravo schiavetto avesse il compito di far riposare i piedi della padrona in infradito pulite e quindi le portò davanti a sè. A quattro zampe leccava l'interno soffermandosi lì dove le impronte delle dita erano più visibili. Gli ci volle quasi un'ora per avere un risultato decente. Il lavoro però era solo a metà. Le suole ancora sporche non si addicevano ad un essere superiore come Ilaria. Doveva pulirle anche lì, altrimenti che schiavo sarebbe stato? le girò e fece scorrere la lingua lungo la suola diverse volte. Si fermò quando sentì l'eiaculazione che stava per esplodere. Assurdo, stava quasi per venire senza neanche toccarsi, ma leccando le suole sporche della sorella. Riuscì a controllarsi, ma capì che il gioco sarebbe dovuto terminare se avesse voluto tenere fede a quanto aveva promessoalla sorella, ovvero di non eiaculare. Nel frattempo, l'orologio segnava le 23:00 ed era ora di iniziare a scrivere le sue emozioni. Intanto la telecamera registrava...

Per forza sottomesso 8


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