Per forza sottomesso (5)

Ilaria e Francesca erano in giro per negozi sbellicandosi di risate al racconto di Ilaria su quanto era successo nelle ultime ore. Non aveva dimenticato di sottolineare come il piccolo pisellino del fratello si "ergeva maestoso" nel suo perizoma mentre lo umiliava e questo particolare sembrava particolarmente esilarante alla sua amica che non smetteva di farle domande.

Francesca: "E ora come pensi di portare avanti questa storia? non vorrai mica che cada nel dimenticatoio quando torni?"

Ilaria: "Non ci penso nemmeno, è troppo divertente. Però c'è da stare attenti, è sempre mio fratello e non vorrei ferirlo".

Francesca: "Non credo proprio che lo ferisci dopo quello che mi hai raccontato. Però forse hai ragione, bisognare pensare a qualcosa di soft."

Ilaria: "E non dimenticarti che domani tornano i miei, mica posso farlo girare in perizoma per casa con i nostri genitori?"

Al solo pensiero le ragazze risero di gusto prefigurandosi una scena che nella realtà sarebbe stata tanto impossibile da praticare quanto altrettanto comica. Proprio in quel momento, sul marciapiedi che stavano percorrendo, si trovava l'ingresso di un noto negozio di intimo femminile a costo ragionevole nel quale spesso si erano trovate assieme a fare spese. A Francesca si illuminò il volto e rivolgendosi all'amica esclamò: "E se gli regalassi delle mutandine femminili? Potrebbe indossarle tutti i giorni. I tuoi penseranno che siano le tue e lui potrebbe avere il pisellino sempre in tiro da questa velata umiliazione."

Ilaria: "Questa è una grande idea Fra. Sei geniale. Entriamo"

Trascorsero due ore in quel negozio comprando diversi tanga e perizomi. Quanto di più scomodo potesse esserci indossato da un uomo. Il momento di maggior divertimento fu però alla cassa dove la cassiera fece notare alle due ragazze che aveva di fronte che forse avevano preso una taglia grande per le loro forme. In quell'istante, senza pensare troppo Ilaria disse convinta: "Non si preoccupi, non sono per noi, ma per mio fratello"

Le risate che seguirono contagiarono anche la cassiera che sarcastica disse che non c'erano problemi se portavano anche lui la prossima volta. Ilaria annuì convinta che prima o poi lo avrebbe fatto.

Pranzarono ad un chioschetto parlando della serata dove si sarebbero incontrate alla festa e discutendo dei bei ragazzi che avrebbero voluto conquistare. Ilaria confessò all'amica che la sera prima era stata un disastro, che lui era un idiota e la serata era finita con lei che gli vomitava sulle scarpe. Si sarebbe dovuta rifare al più presto.

Erano le 15:00 quando una improvvisa chiamata sul cellulare di Francesca fece sì che dovessero interrompere il loro incontro.

Fra: "Ci vediamo stasera e fammi sapere come va con tuo fratello. Spero apprezzi il regalo"

Ilaria di ritorno verso casa si pregustava lo sguardo del fratello quando avrebbe visto i suoi regali. Chissà come avrebbe reagito. In cuor suo era convinta che avrebbe gradito, ma la situazione era così paradossale che non si sarebbe meravigliata se tutto fosse cambiato da un momento all'altro.

Varcò la soglia di casa senza fare rumore, nell'intento di fare una sorpresa a Aldo, quando lo vide. Era accovacciato a terra e leccava i suoi stivali come se da quel compito dipendesse la sua intera vita. Era talmente preso da non averla sentita entrare sebbene la cucina fosse vicina all'ingresso. Nonostante tutto quanto era accaduto nell'ultimo giorno le sembrò inverosimile che suo fratello stesse lì, pulendo i suoi stivali con la lingua di sua spontanea volontà. Doveva essere impazzito, oppure c'era qualcosa che non le aveva mai detto. Forse non era quello il miglior momento per approfondire. Sopreso in quel modo si sarebbe potuto sentire confuso e avrebbe potuto chiudersi a riccio evitando le sue domande. Forse, era meglio che a parlare fosse lui, da solo, quando ne avrebbe avuto il coraggio. Fece pochi passi all'indietro in direzione della porta d'ingresso, la aprì e la richiuse con forza in modo che il rumore non potesse sfuggire ad Aldo. Un sorriso percorse le sue labbra quando sentì il fratello dimenarsi al suono della porta che si richiudeva e lo immaginò impaurito e tremante che si rialzava in tutta fretta da quella scomoda posizione. Attese che la calma si impadronisse di nuovo di quella casa e spuntò dalla porta della cucina. Aldo, era seduto e reggeva uno dei suoi stivali tenendo il tacco puntato sul suo pisellino, probabilmente a nascondere una erezione che sarebbe stata vigorosa se solo ne avesse avuto gli argomenti. In mano un lucido per scarpe e sul volto un imbarazzo difficile da nascondere alla vista dato il rossore delle sue guance.

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