Per forza sottomesso (4)

Ilaria era uscita per incontrarsi con la sua amica e sarebbe tornata solo il pomeriggio. Aldo, che aveva i pensieri completamente offuscati da quella sensazione di sottomissione alla sorella che lo faceva eccitare da matti, si mise subito all'opera con l'intento di far brillare casa. Puliva spasmodicamente ogni angolo e la sua eccitazione aumentò al solo pensiero di dover pulire di nuovo il bagno, dove sua sorella aveva lasciato tutto bagnato e in disordine dopo la doccia mattutina. Era stata davvero incurante del fatto che il fratello l'avesse pulito quella notte stessa e sembrava quasi che si fosse divertita a creare confusione e lasciar cadere tutta l'acqua che poteva sul pavimento e sullo specchio.

Le mutandine della sorella erano completamente fradicie a causa del liquido pre-eiaculatorio che continuava a fluire fuori dal suo pisellino. Decise, senza pensarci troppo, che avrebbe pulito il pavimento del bagno in ginocchio come atto di sottomissione ad Ilaria, anche se lei non l'avrebbe saputo. Prostrato asciugava ogni goccia come se da quella attività dipendesse la sua vita. Pulii il water da alcune gocce di pipì e nel segreto di quelle mura si permise di baciare il bordo pensando ad Ilaria che poco prima vi aveva appoggiato il sedere. Più si annullava e più si sentiva soddisfatto e realizzato. Mai aveva provato un tale senso di appagamento e mai avrebbe immaginato di provarlo nel compiere atti così degradanti. Aveva già sognato di baciare i piedi a sua sorella o di attenderla inginocchio per toglierle le scarpe e infilarle le pantofole, ma la realtà stava superando ogni fantasia ed aveva un po' di timore.

Cosa sarebbe successo quando sarebbero tornati i genitori? sarebbe finito tutto? Sperava in cuor suo di poter servire Ilaria come un docile cucciolo ogni qual volta che se ne fosse presentata l'occasione, ma aveva anche paura delle ripercussioni di tutto questo. Sperava nel silenzio della sorella, che non proferisse verbo con nessuno di quella strana situazione, ma al tempo stesso desiderava che Ilaria diventasse più consapevole del potere che aveva su di lui e che cominciasse a diventare più severa nei suoi riguardi. Questi pensieri vagavano nella testa di Aldo, ma sapeva che molto probabilmente era solo un gioco e presto sarebbe finito tutto nel dimenticatoio. Un senso di inquietitudine lo tormentava quando pensava queste cose e per distogliere il suo pensiero da tali funeste paure si lanciava con ancor più ardore nel compito che gli era stato assegnato.

Erano le 15:00 e solo i balconi dovevano ancora essere puliti. Non aveva neanche pranzato per timore di non farcela e di deludere la sorella non facendole trovare gli stivali puliti al suo ritorno. Il cibo era l'ultimo dei suoi pensieri, ora doveva pulire quegli stivali e farli brillare, farli tornare come nuovi. Si munì di uno straccio e di un prodotto per lucidare le scarpe che spesso vedeva utilizzare da sua madre. Prese gli stivali e li portò in cucina dove c'era più luce e avrebbe potuto dedicarsi con tanto amore a quel suo impegno.

Uno stivale era adagiato nelle sue mani quando provò l'ineludibile impulso di leccarli. Era un altro atto dovuto alla superiorità inconsapevole di Ilaria nei suoi confronti. Neanche le tracce di sporco sembravano un ostacolo a quel suo atto simbolico di sottomissione a cui si stava prostrando volontariamente e tirata fuori la lingua la fece scorrere sul dorso di quella calzatura provando un brivido di umiliazione lungo la schiena. Quell'atto non fece altro che aumentare il suo desiderio e pensò che la cosa giusta da fare fosse pulirli nel modo più congeniale ad un essere inferiore quale si sentiva di essere, per cui, poggiati in terra gli stivali si prostrò e inizio a leccarli avidamente facendone il proprio pranzo.

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