La mia ragazza in vacanza (3)

Usciamo che ho il cuore in gola, non so cosa ci attenderà stasera con il mio amore così conciata. I fischi e gli apprezzamenti dei ragazzi non mancano lungo la strada e la mia lei sembra gradire molto a giudicare dagli umori che le stanno bagnando lentamente le cosce. Dopo una breve passeggiata sul lungomare entriamo in una gelateria dove un gruppetto la guarda senza molto ritegno e facendo finta che non esistessi le offrono un gelato. Alex, il più sveglio della compagnia inizia ad attaccar bottone e a fare apprezzamenti non troppo velati, fin quando tra complimento e l'altro sembra anche accorgersi della mia presenza.

Alex: "Ma dimmi un po' Laura, ma questo che ti porti dietro cos'è? non mi dire che è il tuo ragazzo? no, perchè se fossi la mia ragazza non ti farei mica uscire così e scherzare con i primi che capitano"

Lara: "E invece è proprio il mio ragazzo, anche se abbiamo deciso che per questa vacanza quello che pensa lui non conta, posso fare tutto quello che voglio e lui invece niente, vero frocetto?"

Io: "E' tutto vero, sono solo il suo schiavetto quest'estate"

Alex: "Non ci credo, ma come fai ad essere così stupido? con una bonazza come questa dovresti stare a letto notte e giorno e invece poco ci manca che te la fai trombare sotto gli occhi"

Detto questo Alex continuò ad ignorarmi e fu lasciato solo con noi dai suoi amici i quali salutarono Lara in modo molto vistoso, non tralasciando palpatine date di sfuggita. Insieme andammo a mangiare in un pub con i tavolini all'aperto e mentre loro due sedevano affianco io stavo di fronte come se fossi il terzo incomodo. Diciamo che in quel momento ero il terzo incomodo. Li vedevo ridere e scherzare, ma non riuscivo a capire cosa si dicessero perchè ero troppo emozionato da questa avventura che stava prendendo forma dai miei sogni e che sembrava pian piano trasformarsi in un incubo nonostante i miei pantaloni dicessero il contrario. Non venivo mai interpellato, al massimo sentivo che ogni tanto la mia dolce Laura diceva il mio nome, forse per chiarire la situazione o per deridermi con lui. Fatto sta che la serata andò avanti tra i miei silenzi e le mani di lui che spesso scendevano sulle cosce della mia fidanzata la quale sembrava una gattina in calore. Solo dopo un paio d'ore (ma che a me sembravano un'infinità di tempo) mi rivolsero la parola.

Laura: "Pisellino vai a pagare il conto e seguici mentre andiamo al nostro appartamento. Fammi anche un'altra cortesia, parla col cameriere che ci ha servito stasera, ho visto che gli piaceva molto il mio look. Digli che sei il mio ragazzo e poi lasciagli il mio numero di cellulare dicendogli che ti farebbe piacere se mi chiamasse per parlare un po' "

La mia ragazza in vacanza 4