La dolce padroncina (internet)

Furono tre giorni interminabili prima di arrivare a domenica che avevo casa libera. Per fortuna i miei avevano l’abitudine di andare da una nostra zia ogni domenica e sapevo che fino alle 21:00 ero solo in casa.

Tonia si presentò da me nel pomeriggio dopo avermi fatto credere che non poteva venire. Mi stavo sentendo male, ero talmente eccitato da giorni che sentivo la necessità di sfogarmi e sarebbe stato triste farlo da solo avendo casa tutta per me.

Tonia: “Ciao, come stai? ancora eccitato per l’altra volta? oggi vuoi continuare a fare lo schiavetto o vuoi fare qualcosa di più produttivo?” – disse ridendo.

Io:”mi piacerebbe essere ancora il tuo schiavetto, ma va bene qualunque cosa, non sto pensando ad altro che a te da giorni”

Tonia:”bene, bene, ma stavolta ti dedicherai un po’ più a me”

Io:”tutto quello che vuoi amore”

Tonia:”Amore? addirittura? allora vuol dire che la strada è quella giusta. Stavolta sono meno impreparata, ho letto un po’ su internet. Tu fermami se c’è qualcosa che non va però. Ora spogliati che voglio vederti nudo”

Io mi spoglio del tutto e resto dinanzi a lei che resta vestita e vedo che si accomoda sul bordo del mio letto. Piano piano si toglie i pantaloni e le mutandine scoprendo il suo sesso.

Tonia:”Che fai lì impalato? vieni quì, inginocchiati e inizia a baciarla”

Feci come mi era stato appena detto e sentivo le sue mani dietro la mia testa che mi spingevano sul suo sesso. La baciai e laccai devotamente con passione e iniziai a toccarmi.

Tonia:”No, togli le mani dal tuo gingillo, devi pensare solo a me ora. Anzi, mettile dietro la schiena”

L’impulso di toccarmi era forte, ma le sue parole erano come viagra per le mie orecchie.

Tonia:”ora sali sul letto steso, mani lungo i fianchi e non fare niente”

Mi misi subito sdraiato e Tonia salì sopra di me appoggiandomi i piedi sul volto. Si dimenava come stesse usandomi.

Tonia:”non arrivare, se senti lo stimolo avvisami”

Continuò così per qualche minuto e io davvero non ce la facevo più così glielo dissi sperando che finisse con la bocca, ma con mia sorpresa si alzò dal mio membro e si mise seduta sulla mia faccia strusciandosi. L’unica cosa che potetti fare era aprire la bocca e cacciare la lingua.

Tonia:”lecca schiavetto, bravo, fai godere la tua padrona, vai”

Non ci volle molto perché godesse bagnandomi tutto il viso e si distese soddisfatta vicino a me. Io ero ancora in tiro e dovevo ancora godere e fu come entrare in paradiso quando percepii la sua mano sul mio pene.

Tonia:”Sei stato bravo e spero di esserlo stata anche io. Ti sta piacendo?”

Io:”Tantissimo, sei stata bravissima, mi piace essere il tuo giocattolo”

Tonia:”L’ho capito, si vedeva” – disse ridendo – “su internet si imparano un sacco di cose, come ad esempio che quando un ragazzo è eccitato è più pronto a dirti la verità. Dimmi, cosa ti piace, confessami almeno una fantasia”

Io:”No, voglio che diriga tu il gioco”

Detto questo lasciò la presa e cominciò ad accarezzarlo lentamente.

Tonia:”no caro, se non parli io non continuo”

Stavo impazzendo e allora dissi la prima cosa che mi veniva in mente

Io:”ok, ok, mi piace se dici che ce l’ho piccolo. Mi eccita pensare che mi trovi poco virile”

Tonia:”Sono contenta, bravo. Anche perchè è vero, ma non volevo dirtelo per non umiliarti. Hai un pene piccolino, guarda, una mano lo copre tutto anche se è eccitato” – e intanto aveva ripreso a masturbarmi.

Tonia:”Che dici, questo pisellino così piccolo e indifeso merita di godere? è stato abbastanza bravo? non so, magari se lo avevi più lungo forse sì, ma questo cosino minuscolo. Ma lo sai che è il più piccolo che avevo mai visto?”

Io:”Amore ti prego accelera, sto venendo”

Tonia:”Caro, hai fatto bene a dirmi che stai venendo, ma non accelero proprio niente, anzi, mi fermo e devi essere tu a muoverti. Su, fammi vedere come sei arrapato”

Fermò la sua mano attorno al mio pene e io iniziai a dimenarmi cercando di godere. Stavo godendo come non mai e affioravano le prime gocce.

Io:”arrivo, arrivo”

A questo punto Tonia tolse la mano e mi ritrovai col pene all’aria e eiaculai senza alcun contatto. Non ci credevo, mi stava regalando un orgasmo rovinato. Era proprio come lo descrivevano i forum, avevo cacciato tutto, ma restavo eccitato, come se non avessi goduto.

Tonia:”Guarda come ha eruttato questo pisellino. che fai? arrivi da solo senza neanche la mia manina? Dimmi com’è, come ti senti?”

Io:”Sono arrivato ma non ho goduto, ma anche questo l’hai imparato su internet?”

Tonia:”E certo, è proprio quello che volevo Pisellino mio, così resti eccitato e mi pensi”

Mi chiamava Pisellino e il mio pene restava turgido come non mai. poi vidi che saliva sul letto e passava il piede destro sulla mia pancia come a raccogliere lo sperma.

Tonia:”Ora di nuovo inginocchio e puliscimi il piede, se sei ancora eccitato scommetto che non avrai problemi a farlo”

Di corsa mi misi inginocchio e leccai quel piede da bravo servetto ascoltando come Tonia continuasse a ridere e a dire che era incredibile come potesse uscire tanto sperma da un pene così piccolo. Quando fu soddisfatta del mio lavoro si rivestì mentre io restavo inginocchio.

Tonia:”Ora vado Pisellino. Tu resta pure inginocchio fino a che non torno a casa. Potrai alzarti solo quando leggi il mio messaggio”

Si congedò con un dolce bacio sulle mie labbra che avevano ancora tracce di sperma e si leccò il labbro. Restai in quella posizione per 10 minuti abbondanti e mi facevano male le ginocchia, ma ero felice. Avevo finalmente una ragazza a cui piaceva sottomettermi come piaceva a me ed era solo il secondo incontro da quando mi ero confidato.