I miei maschietti (5)

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sab 23 novembre 2019
Inviato da: Anonimo111

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La fine dell'avventura e la definitiva rottura tra Marco ed il suo complice, avvenne la settimana successiva, quando a quello stronzo di Claudio venne la fantastica idea di raccontare la sua bella storia a tutta la compagnia. Marco ovviamente fu preso in giro e deriso fino alla noia e perse così per sempre i suoi amici. In quel periodo rincontrai Luca (il mio ex) mentre ero al pub con Sonia. Simpatico come sempre, era rimasto con noi tutto il tempo a ridere e scherzare del più e del meno. Alla fine della serata accompagnando a casa la mia amica, lei uscì con una delle sue trovate: -Perché non te lo scopi Luca? Per me ci starebbe ancora.- -Tu dici? E con Marco?- -Chi il tuo servetto? Ma quello te lo giochi come vuoi, gli dai una carezza e lui scodinzola tutto contento.- Sonia non aveva tutti i torti, Luca era proprio bello, chissà perché l'avevo lasciato? Il giorno dopo a casa di Marco iniziai questo nuovo discorso: -Tu che ne diresti di continuare con il gioco a tre?- Marco era tutto imbronciato: -Sai benissimo che io con Claudio non ci parlo più!- -No, intendevo con uno nuovo...- -E chi sarebbe?- -È un sì questo?- Sorrisi, lui ci pensò un po' e quindi ribadì: -Chi sarebbe?- -Il mio ex.- Il discorso continuò finchè non ne ebbi ragione. Tuttavia c'era un piccolo cambiamento. Sapevo per certo che a Luca non sarebbe andato di fare sesso a tre, così riuscii ad inventare una nuova versione del giochino, e devo dire che Marco ci inserì anche un particolare molto eccitante. Telefonai a Luca e riuscii a fissare una uscita a cena con lui. La sera in questione mi venne a prendere a casa, io scesi bella più che mai, profumata e sexy. Andammo a cena come era nei piani e passammo una splendida serata. Luca era veramente un gran ragazzo e molto divertente. Cercai fin dalle prime battute di provocare un po' il mio ex (gli uomini sono così stupidi, che c'è sempre il rischio di andare in bianco: bisogna fargli capire subito cosa si vuole). Dopo la cena in un fantastico ristorante andammo a prenderci qualcosa in un pub e poi mi feci riaccompagnare a casa. Lì nel parcheggio davanti a casa mia stava Marco, ben nascosto nella sua macchina. Io e Luca rimanemmo in macchina a parlare mentre l'atmosfera si faceva sempre più calda. Finalmente lui partì con il bacio io ricambiai e restammo a lungo avviluppati in uno stretto abbraccio. -Bene Luca- feci -Vogliamo andare nella mia macchina in box come ai vecchi tempi?- Infatti noi consumavamo i nostri amplessi all'interno di un discreto e sufficientemente caldo garage chiuso, ai tempi in cui eravamo insieme. -Non so Vanessa... tu sei fidanzata, ed anch'io, forse dovrei andarmene.- -Non fare l'ipocrita! Per cosa sei uscito sta sera? Per ricordare i vecchi tempi?- Lui fece spallucce e proseguì: -Beh, sì.- -Bene, allora ricordiamoli come si deve!- sorrisi io ed estrassi le chiavi del box dalla borsetta. Luca mi pareva ancora un po' indeciso così gli appoggiai la mia mano sul suo pacco e massaggiai.

Accade a tutti i maschietti, che quando il sangue che serve per pensare passa dal cervello al pisello, il maschietto inizia a pensare con il cazzo. A Luca capitò proprio questo e decise di venire con me sul sedile posteriore della mia vettura, mandando così affanculo la lunga relazione basata sulla sincerità e sulla reciproca fiducia che aveva con la sua ragazza. Come spesso accade mandò la sua storia d'amore a monte senza pensarci un gran chè, solo per una semplice oretta di sesso. Marco probabilmente ci vide uscire dalla macchina e chissà come deve avergli roso il fegato, quando mi vide baciarlo in mezzo al parcheggio. Presi Luca per mano e lo portai fin dentro il mio condominio e quindi davanti alla cler del mio garage. Ci chiudemmo nel box e salimmo sulla mia macchina (in realtà appartiene ai miei genitori). Misi la borsetta sul sedile davanti e accesi il registratore che ci avevo infilato prima di uscire (generalmente lo uso per registrare le lezioni dei professori che parlano troppo in fretta). Questa era stata la grande idea di Marco, registrare i miei gemiti, mentre lo cornificavo con Luca. Chiusi lì dentro potemmo spogliarci completamente. -Mi sembri un po' teso- affermai con tutta la dolcezza che conosco. Luca alzò le spalle. Era un bel ragazzo atletico senza neanche un filo di pancetta e piuttosto muscoloso. Non era molto alto, castano con i capelli corti, grandi occhi verdi e fantastiche fossette sulle guance quando sorrideva. Lui non era a conoscenza della registrazione ma io sì e sapendo che dopo Marco l'avrebbe ascoltata, spiattellai: -Ho una gran voglia di prendertelo in bocca, Luca.- Mi chinai e spinsi dentro la mia bocca il suo pene. Era caldo e non ancora completamente eretto. Liscio e vellutato si irrigidì nel mio cavo orale, quando con la lingua lo accarezzavo. Ciucciavo e succhiavo con tutti i suoni del caso, i gemiti e i risucchi, mentre Luca ansimava: -Sì Vanessa, come fai i pompini tu, non li fa nessuno! Ah, Sì, ooh, succhia! Succhia! Così, da brava- Mi staccai dal suo cazzo e con la voce impastata implorai: -Prendimi da dietro Luca!- Mi girai e inarcai la schiena sventolandogli il mio sedere davanti, lui si posizionò dietro e mi penetrò. Teneva le sue mani sui miei fianchi e il suo grosso uccellazzo mi faceva vedere le stelle. -Sì! Ah. Ah. Ah. Mhh- Volevo far sentire a Marco quanto mi stava facendo godere Luca. Il mio amante era perfetto per il giochino del registratore perché sapevo che amava parlare e dire volgarità. -Ti piace il mio cazzo! Si vede che ti piace!- -Sì Luca, mi piacciono i cazzi tra le gambe, sbattimi! Sbattimi!- -Sentilo! È tutto dentro.- Mi uscì un gridolino di piacere e lui continuò: -Sì urla mi piace sentirti urlare.- Mi sbatacchiava con dei gran colpi che mi facevano tremare le tette. -Sbattimelo nel culo ti prego- Piagnucolai. Luca estrasse il pene dalla mia figa e lo fece passare nel buco del culo. Non aveva le dimensioni di quello di Claudio, ma era un eroe a muoversi così urlai dimenandomi per la goduria. Dopo poco ero io sopra di lui che era seduto, e mi facevo cadere a peso morto sul suo cazzo duro. Prendevo ad ogni botta una corsa più lunga, tanto che in una il suo membro uscì ed io ricadendo sul suo corpo glielo piegai. Pensai di averglielo rotto! Lui urlò. -Scusami ti prego- cercai di bofonchiare troppo eccitata per voler smettere di scopare. -Non ti preoccupare- mi rassicurò lui prendendoselo in mano e infilandolo di nuovo dentro di me. Ad ogni movimento era un ansimare ed un piacere inaudito. Ebbi l'orgasmo mentre ero a cavalcioni su di lui e volli farlo sapere a lui e a Marco: -Mi fai godere! Vengo! Non ti fermare sbattimi, scopami Vengo! Vengo!-

Dopo il mio orgasmo, lui mi prese, mi sollevò e mi mise supina, mentre lui su di me continuava a darci dentro. Sentivo il peso del suo corpo sudato su di me, sentivo il suo respirare con affanno nelle orecchie, percepivo il suo profumo ovunque. Infine gli si spalancarono gli occhi e accelerando il movimento pelvico gemette: -Sto venendo sto venendo, mi fai impazzire l'uccello se fai così, non ce la faccio, io devo venire, no non fare così oh, sì , sì non smettere ti prego...- -Vieni- urlai -Sborrami dentro, fammi sentire come sbrodola caldo nella mia figa!- Lui non ce la faceva davvero più e fece sgorgare in me il suo seme dicendo rauco: -Ti vengo dentro.- Sborrò molto e tutto il suo liquido mi entrò. Tutto fino all'ultimo schizzo, perché continuò a muoversi finchè il suo uccello non iniziò a smosciarsi e mi rimase ancora dentro per un po'. Avevo la figa zeppa della sua sborra bianca e calda, e il suo corpo nudo, madido di sudore, su di me. -Una sborrata coi fiocchi- sanzionò lui ancora con il fiatone. -Una scopata coi fiocchi!- confermai io e continuai più per farlo sentire a Marco che per un vero desiderio: -Levami il tuo cazzo da dentro la figa ora.- Dopo meno di mezzora, dalla fine, eravamo fuori. Lo salutai e feci finta di avviarmi verso casa finchè la sua auto fu visibile, poi mi girai e mi diressi verso la vettura di Marco che era rimasto tutto il tempo della mia scopata lì nel parcheggio ad aspettarmi. Chissà che palle lì ad aspettare da solo, mentre la sua ragazza si trombava un altro. Luca si era di certo divertito più di lui, si era divertito con la sua ragazza. Entrai nell'auto di Marco sorridendo. La prima cosa che mi venne da dire fu: -Hai visto quando mi ha preso per mano e mi ha portato nel box per scoparmi? Che scopata che mi son fatta! E anche lui si è preso le sue belle soddisfazioni, ho ancora tutta la sua sborra che mi cola dalla figa.- - Ciao Vanessa- aveva la voce incerta. Si avvicinò e mi baciò. -Come sei spettinata vanessa, e hai uno strano profumo addosso- -Certo è il profumo di Luca. Buono vero? A meno che non ti riferisci al bacio, in bocca ho ancora il sapore del suo uccello. Ma ora andiamo in box.- Ci avviammo verso l'alcova del sesso e ci sedemmo sui sedili posteriori della macchina, quando erano ancora caldi da prima. Marco si spogliò completamente nudo mentre io facevo partire la registrazione. Presi in bocca il suo "ciuccio" mentre dal mangianastri si sentiva: "Ho una gran voglia di prendertelo in bocca, LUCA". Il cazzo di Marco era caldo un po' dilatato e puzzava di sborra: quel segaiolo masochista si era sparato una pugnetta pensando a me che scopavo con un altro. Tutto questo era molto eccitante, ma io ero stremata dalla scopata con quel maiale di Luca, così mi rialzai e Marco mi sollevò la gonna mi abbassò i collant e spostandomi di lato gli slip induriti dallo sperma sgorgato fuori, mi infilo la lingua tra le calde cosce. La passava dall'ano fino al clitoride poi la staccava dalla figa facendo un rumore tipo ventosa, e ripartiva da capo con alcuni dei miei peli pubici incollati nella sua bocca. -Così, leccala- lo esortai; benché la mia cosetta non era particolarmente sensibile, forse ero troppo stanca. "Sì Vanessa, come fai i pompini tu, non li fa nessuno! Ah, Sì, ooh, succhia! Succhia! Così, da brava". Intanto era questo che si sentiva uscire dall'altoparlante. Nell'auto con i finestrini ancora appannati da prima, si sentiva l'odore del sudore del mio amante mescolato con il mio e l'acre sentore dello sperma. -Staccati- gli intimai -Sono un po' stanca.- Lui si allontanò ed io senza nemmeno togliermi le scarpe bordeaux con il tacco, iniziai a masturbarlo con la suola. Avevo ancora le calze semiabbassate e sul viso cercai di dipingermi un volto di sufficienza, lui intanto godeva al contatto del freddo cuoio. "Prendimi da dietro LUCA". -Sei disgustoso Marco, ti sei fatto una sega pensando a me insieme a lui. Chissà se vieni di più se ti masturbi qui, proprio dove fino a pochi minuti fa un altro uomo mi faceva godere.- Lui se ne stava zitto con le gambe aperte mentre io gli strusciavo il salsicciotto con la mia scarpa. A volte usavo il collo del piede, a volte la suola mentre il tacco gli premeva sui testicoli. Reindossai le calze e con immenso disprezzo continuai a parlare a quel verme: -Allora, non dici nulla alla tua dea?- -Ti prego Vanessa non ti fermare- -Cioè, non devo fare così?- smisi di masturbarlo e gli appoggiai la scarpa sul petto. "Sì! Ah. Ah. Ah. Mhh". Dal registratore provenivano i miei mugolii di goduria mentre il cazzo di Luca mi penetrava. -Lo senti come mi faceva assaggiare il suo pene? Un grosso affare davvero. Senti come me la spassavo con lui. Se vuoi che continuo devi parlarmi con riguardo, io sono la tua dea.- -D'accordo Vanessa.- -Prima di tutto dammi del "lei", io sono la tua divinità!- -Sì signora.- -Bene allora la tua padrona vuole che tu le lecchi le scarpe- Marco mi prese la caviglia tra le sue mani e si portò la scarpa alla bocca ed iniziò a leccare. -Levami quelle tue mani di merda da dosso!- Il mio servo tolse le mani dalla mia caviglia, ed io gli sventolai la scarpa in bocca, dandogli di tanto in tanto dei calcetti. -Adesso leccami sotto la suola!- -Sì signora.- Leccò, ma dopo poco io gli spinsi via la faccia col piede (la sua testa sbattè sul finestrino) e ripresi a masturbarlo. "Sì Luca, mi piacciono i cazzi tra le gambe, sbattimi! Sbattimi!". -Ora masturbati da solo e stai in silenzio, così senti quanto mi ha fatto godere il mio amante e quanto l'ho fatto godere io.- Lui prese a smanettarselo, mentre al registratore si udivano i miei spasimi di piacere e si spruzzò addosso mentre si sentiva che chiedevo a Luca, piagnucolando vogliosa, di sbattermelo in culo.

Mi rendo conto che dopo aver descritto questi momenti di sesso, un po' .... depravato, possa sembrare che io disprezzassi il mio ragazzo e che non avessimo in realtà un vita sessuale normale. Al di fuori di queste occasioni, invece continuavamo ad avere tra noi il solito comportamento, salvo stuzzicarci di tanto in tanto mentre si faceva l'amore. Una volta ci siamo stuzzicati anche per telefono; infatti io avevo chiesto a Marco di mettere su il filmino di me che succhiavo l'uccello a Claudio (la cassetta ce l'aveva duplicata Sonia). -Fatti una sega mentre mi guardi- gli suggerii -E raccontami cosa sto facendo io nel video.- Lui prese a descrivermi, minuziosamente. Ogni più piccolo mio movimento o sospiro, le mie espressioni di piacere, con quel cazzo che scivolava tra le mie labbra rosse, di come gli tenevo il pene con il mignolo alzato e l'espressione di quando lo sperma caldo del suo ex amico mi sbrodolava fuori dalla bocca colma del denso liquido, finchè non mi disse che stava venendo.

I miei maschietti 6