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17 Lug 2003

Anna, psicologa di piedi

La maggior parte delle mie esperienze di feticismo mi sono capitate con amiche di famiglia nell’adolescenza.
Vi ho già parlato di 2 donne stupende, Emilia e Sara, ora è il turno di Anna una psicologa molto particolare!
Anna ha uno stile molto interessante, perché è solita vestirsi molto spesso con minigonna super attillata, calze nere da infarto e poi ha tantissimi paia di tacchi a spillo di tantissimi generi che vanno dai sabot ai decoltè, un abigliamento un pò strano per una psicologa 39enne che insegna anche!
Di fisico è alta ha i capelli neri lunghi e gli occhi verdi, quindi un fascino mediterraneo, mentre i suoi piedi sono uno spettacolo, sempre curatissimi.
Comunque la storia andò così: Era inverno, e stavo solo soletto in casa, quando improvvisamente suona il citofono, vado ad aprire e chi sale? Anna !
Lei era solita venire a trovare mia madr e quasi tutti i giorni, e per me era eccitantissimo vederla così spesso, sia lei che le sue calze nere!
Una delle sue abitudini più seducenti era sfilare i bellissimi piedini dalle sue scarpe, scarpe che aveva indossato tutto il giorno ovviamente e che odoravano di paradiso, e cosi facendo giocherellava mentre io fantasticavo nascosto molto vicino a lei, tanto da sentire l’odore delle sue calze che mi entrava dal naso ed andava a finire dritto al cervello.
Appena salita Anna mi chiese dove fosse mia madr e le risposi che era andata a fare la spesa, fece un sorriso un pò maligno e poi mi disse: POSSO ASPETTARLA QUI CON TE O TI DISTURBO ?
MA CHE DICI? ANZI MI FA PIACERE PARLARE UN PO CON TE’ rispondo io.
Ci accomodammo in salotto al che lei si sedette ed accavallò le gambe, inguainate da delle calze nere con la riga dietro, ed incominciammo a parlare del più e del meno, mentre io mi godevo lo spettacolo delle sue estremità che facevano dondolare il bellissimo sabot.
Ad un certo punto fui colto di sorpresa da Anna perché mi chiese: SENTI MI STO’ CONGELANDO, MI POSSO AVVICINARE AL TERMOSIFONE ?
MA CERTO dissi io, e così fece.
Tutto continuò normalmente fino a quando Anna, presa dal freddo, si scalzò la scarpa ed appoggiò il suo piede sul termosifone!
Ero già eccitato da quella situazione, ma questo fù troppo !
Ero come ipnotizzato dai suoi piedi e non riuscivo a staccargli gli occhi di dosso, quando all’improvviso percepii un odore molto forte ed intenso che proveniva proprio da lei, un odore di piedi sudati, misto a quello delle calze che si era amplificato con il calore del termosifone e che si stava lentamente propagando per tutta la stanza.
Non capii più niente, mi alzai e le dissi: ANCHE IO HO UN FREDDO CANE, TI POSSO FARE COMPAGNIA ?
Lei: MA CERTO ! VIENI, VIENI !
Arrivato, li l’odore era triplicato, mi misi affianco a lei, mentre lei alternava un piede all’altro mi disse: HA SI ! CHE BELLO AVERE I MIEI PIEDINI AL CALDUCCIO, SOLO CHE VORREI APPOGGIARLI TUTTI E DUE, MA COME FACCIO ?
Io rimanevo eccitato e bloccato alla vista di tutto ciò, stavo per esplodere soprattutto quando, lei alternando una delle sue estremità, me la strisciò con la pianta sulla gamba del pantalone, ridendo maliziosamente.
Passarono cinque interminabili minuti ed io pensavo a quante volte mi ero masturbato con le sue calze e le sue scarpe, dato che parcheggiavo la mia moto nel suo garage dove c’era la lavatrice con i panni sporchi ed odorosi.
All’improvviso Anna cacciò un urlo di dolore ed incominciò ad agitarsi dicendomi: HAI MI SCOTTA IL PIEDE, CHE DOLORE, TI PREGO AIUTAMI !
Senza pensarci mi chinai e incominciai a soffiare sotto il suo piede avvicinandolo molto al mio viso, e lei tenendo la mano sulla mia testa me lo avvicinò troppo, appoggiandomi la punta sul naso amplificando ancora di più l’odore, e continuando ad urlare mi disse: HAI ! TI PREGO MIRKO LECCAMI IL PIEDE, E’ L’UNICO MODO PER CALMARE IL BRUCIORE ! DAI SU’ !
Dicendo così me lo premette tutto sulla faccia ed io uscì la mia lingua da sedicenne e assaporai un piede buonissimo di una trentanovenne !
La cosa non finì così, perché durò molto quella leccata, lei diceva che il bruciore era passato, ma la scottatura no, quindi si sedette sul divano e mi disse: MIRKO SOLO SE ME LO LECCHI NON MI FA MALE, TI DARO’ 100.000 LIRE SE ME LO LECCHI UN PO’ ! DAI SU NON FARE IL TIMIDO NON LO DIRO’ A NESSUNO, SARA’ IL NOSTRO PICCOLO SEGRETO !
Io: SI ! VA BENE !
Lo feci per 20 minuti, dopo di che lei disse: TI RINGRAZIO MIRKO PUO’ BASTARE ! Io: SE VUOI CONTINUO ?!?
Lei: NO, NO MI SENTO MEGLIO, GRAZIE COMUNQUE !
Così un pò deluso tornai al termosifone, continuammo a parlare, quando mi venne un’idea: HAAA CHE DOLORE !!!
Urlai io, lei si girò ed io con le mani sul pacco dissi: MI SONO COTTATO QUI ! Lei scoppiò a ridere, ed io dissi: TI PREGO AIUTAMI !
Lei: HO CAPITO ! HA HA HA ! VIENI QUI FORZA ! Arrivato continuò: SIEDITI PER TERRA !
Così feci, vidi che si sfilò una scarpa, del piede che non si bruciò e me lo pose sul pene muovendolo rotatoriamente e premendo delicatamente sulla tuta, ed io: HA…HA…HA SI ! COSI’ NON FERMARTITI PREGO !
Lei: MA CERTO! CALMATI, LASCIAMI FARE ! SO IO COME LO DEVO MUOVERE E COSA DEVO FARE !
Così mi afferrò la tuta e me la abbassò lasciandomi in mutande e continuandomi a pestare come si deve fino a quando non venni.
Siamo rimasti d’accordo di non dirlo a nessuno perché secondo lei era stato un caso isolato, ma non fu così …

mirko, M, 20, brindisi, italia

 
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